appuntamenti · Settembre 30, 2025

Visual education conference

Bari, 2 ottobre 2025

Appredimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education

L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto interdisciplinare e mira a esplorare le molteplici dimensioni della comunicazione visiva, con un focus particolare sul ruolo della Visual Education come strumento chiave per l’apprendimento, la ricerca accademica e l’impatto sociale.

Il Convegno si propone di riunire esperti di diverse discipline, provenienti da tutto il mondo, per discutere e approfondire il potenziale dei media visivi nella società contemporanea, con un’attenzione specifica al loro utilizzo nei processi educativi, di ricerca e comunicazione.

Abstract

L’iperproduzione algoritmica di immagini a cui sempre più spesso assistiamo disvela un approccio all’immagine del tutto innovativo: non solo l’incapacità di distinguere il modello iconografico dal suo referente oggettivo (Anders), che annulla nella “società dello spettacolo” la differenza tra vero e falso (Debord), reale e simulacro (Baudrillard), ma l’indifferenza verso tale distinzione. Il contributo intende innanzitutto dimostrare, attraverso un approccio empiricamente informato (dati sul digital wellbeing e studi di neuroestetica applicata ai nuovi media) che l’overload iconico induce una rinuncia all’azione interpretativa. Successivamente, viene presentata una proposta pedagogica capace di far fronte a una tale situazione. Non basta educare alla decodifica delle immagini (visual literacy) né solo alla loro produzione creativa: è necessario un addestramento all’immaginazione, da mettersi in pratica attraverso i seguenti assi metodologico-operativi:

  1. Etica dello sguardo e archeologia del digitale: si propone un’analisi critica dei processi algoritmici (AI generativerecommender systems) che determinano l’insorgenza della problematica sopra descritta. Target: studenti universitari di discipline umanistiche e tecnico-scientifiche (preferenza a corsi ibridi).
  2. Pratiche di straniamento digitale: alcune tecniche mutuate dall’arte concettuale e dal design critico (es. disfunctioningglitch art) vengono riprese per rompere l’usura percettiva e restituire opacità e interrogabilità alle immagini. Target: scuole secondarie e accademie d’arte.
  3. Esercizi di embodiment e ri-ancoraggio sensoriale: pratiche che utilizzano la fotografia analogica, il disegno osservativo e perfino il digital detox non come rifiuto della tecnologia, ma come metodo per ricostruire un’esperienza corporea e temporale del visibile in contrasto con il burn-out da iperstimolazione visiva. Target: generazione Z in contesti di educazione informale (associazioni, workshop).

L’obiettivo è fornire strumenti per trasformare il rapporto con l’immagine da consumistico a interrogativo, favorendo una exit literacy – la capacità non solo di leggere il mondo, ma di desiderare di uscirne dalla versione passivamente offerta, riconquistando un ruolo attivo di critica e generazione di senso.