Tre libri sotto l’albero | 2025

Anche quest’anno Loescher ha chiesto ai suoi collaboratori di proporre una selezione di tre libri da mettere sotto l’albero, pensati per offrire qualche spunto utile durante il periodo festivo. Ecco i miei per questa edizione.

S. Zweig, Il mondo di ieri, Garzanti, Milano 2022. L’ultimo capitolo, L’agonia della pace, mi è rimasto impresso come un ostinato spiraglio di luce mentre tutto intorno è buio. Il ritratto dei tentativi estremi di Chamberlain è potentissimo: mostra una diplomazia affaticata che però insegue la speranza, mentre tutti attorno fingono ancora di crederci. Il fallimento di quegli sforzi suona inquietantemente familiare nell’attuale fragilità geopolitica. Rileggendo quelle pagine, si ha l’impressione che la storia continui a proporci gli stessi avvertimenti – e che, di fronte ad essa, rischiamo di rimanere ostinatamente impreparati.

P. Malaguti, Fumana, Einaudi, Torino 2023. La nebbia che attraversa il romanzo è materia viva, che inghiotte i contorni, ma fa anche emergere i personaggi nei tratti che li caratterizzano profondamente. In questa atmosfera di sospensione lattiginosa si muove Fumana, strigossa cresciuta ai margini eppure legatissima alla terra e ai suoi riti. La sua forza silenziosa, il suo camminare tra acqua, argini e superstizioni mi hanno fatto sentire a casa: le pagine di Malaguti sono attraversate da un Veneto che conosco bene, ostinato, ruvido, custode di segreti. 

G. Pasqualotto, Estetica del vuoto. Arte e meditazione nelle culture d’Oriente, Marsilio, Venezia 2001. La recente scomparsa di Giangiorgio Pasqualotto rende necessario tornare a questo piccolo, rigoroso libro che ha aperto a molti – me inclusa – la possibilità di pensare fuori dai confini abituali. Del “vuoto”, ci spiega l’autore, si può fare un’esperienza concreta, che prende forma nel confronto fra tradizioni diverse, quali il taoismo, il buddhismo, le arti giapponesi e le pratiche meditative. Al lettore viene rivolto un invito a coltivare un pensiero veramente plurale, che non rivendica cittadinanza esclusiva se non nel mondo intero. Rileggerlo oggi significa omaggiare uno studioso finissimo e la sua ostinata fiducia nel dialogo fra culture.

Trovate questi e altri suggerimenti di lettura su La ricerca.